ADDIO, GIUDICE CORAGGIO

imposimato3Addio, Ferdinando Imposimato. Eri il papà di tutte le persone oneste di questo sventurato Paese. Sono tanti i tuoi orfani in questo momento. Non ti sei arreso mai, nemmeno di fronte alle mafie, nemmeno di fronte ai servizi segreti deviati che ordivano stragi, nemmeno quando gli assassini hanno ucciso tuo fratello per vendicarsi della tua sete di giustizia e di verità. Nemmeno di fronte ai poteri più grandi e più forti di questa Terra maledetta. Nemmeno quando la tua salute arrancava nella corsa contro il tempo. Hai sempre avuto il coraggio di dire la verità. Perché i potenti sono i potenti, ma la verità è la verità, e non si può tacere, perché se tacessero i coraggiosi griderebbero le pietre.

Hai difeso la Scuola Statale (l'unica pubblica!), che tu riconoscevi come organo costituzionale e istituzione democratica fondamentale per difendere i diritti di tutti. Hai difeso la libertà d'insegnamento e di apprendimento dallo scandalo della Legge 107/2015 (la "buona scuola" di chi "democratico" si definisce per comodità e per calcolo). Hai avuto il coraggio di gridare a gran voce che quella legge era l'estremo attentato contro il diritto allo studio e alla ricerca, un attentato in linea coi dettami della Loggia P2 e del neoliberismo delle multinazionali. E l'hai gridato ovunque, senza pregiudizi, senza senso di superiorità, con la semplicità e la schiettezza di un Uomo senza fronzoli, di un Uomo sincero; di un Uomo vero.
Siamo tutti più soli, ora. Ma non piangiamo. Seguiamo il tuo esempio. Il dolore sarà per noi come la rabbia: una fonte di energia pulita, rinnovabile, invincibile.
Tutti noi, donne e uomini che ti hanno ammirato, proseguiremo sui tuoi passi, calcando le tue orme, che il tempo non potrà cancellare né confondere.

Alvaro Belardinelli
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