lancio DIRE

SCUOLA. INVALSI, CONVEGNO UNICOBAS AL MAMIANI PER APRIRE CONFRONTO: 'Siamo studenti non numeri. No Invalsi'. È la scritta degli alunni del Mamiani, appesa fuori all'ingresso

STUDENTI E DOCENTI DICONO NO. DA UNIVERSITÀ PROPOSTE ALTERNATIVE



LANCI DELL'AGENZIA DIRE SUL CONVEGNO 'NO-INVALSICOMIO' DEL 26 NOVEMBRE 2013

(DIRE) Roma, 26 nov. - 'Siamo studenti non numeri. No Invalsi'. È

la scritta degli alunni del Mamiani, appesa fuori all'ingresso

del liceo di Via delle Milizie che ha ospitato oggi il convegno

nazionale 'Educare alla critica: quale valutazione?', promosso

dal sindacato Unicobas.

"Abbiamo ospitato questo convegno perche' riteniamo positivo

il dialogo e il confronto. La scuola e' il luogo della pluralita'

e oggi ci sono genitori, studenti, docenti, esponenti del Miur ed

esperti", afferma Tiziana Sallusti, dirigente scolastico del

Mamiani. Un convegno che "nasce quindi dalla consapevolezza che

c'e' bisogno di tavoli di confronto- prosegue- e che la scuola e'

il luogo che da' cittadinanza a tutte le idee differenti".

La valutazione e' la parola chiave, "elemento centrale

dell'ambito didattico- aggiunge Stefano D'Errico, segretario

nazionale Unicobas Scuola- che non puo' essere assolutamente

risolta con dei quiz didascalici. Siamo sempre stati contrari a

questo meccanismo di pseudo valutazione introdotto con i famosi

test Invalsi e vogliamo avviare un dibattito costruttivo, serio e

aperto tra chi li ha inventati e chi li ha sempre contrastati".

Test "pedissequamente uguali dalla Sicilia al Trentino Alto

Adige, che non tengono conto delle differenze geografiche, degli

ordini e gradi diversi della scuola e dei diversamente abili, ma

che si interessano di questioni che hanno a che fare con scelte

religiose e politiche delle famiglie sono inaccettabili- denuncia

il sindacalista- perche' nulla hanno a che fare con un criterio

serio di valutazione".(SEGUE)

(Rac/ Dire)

18:19 26-11-13



NNNN



SCUOLA. INVALSI, CONVEGNO UNICOBAS AL MAMIANI PER APRIRE CONFRONTO -2-





(DIRE) Roma, 26 nov. - Il sistema Invalsi "sta penalizzando la

scuola italiana perche' non fa parte della tradizione europea. Si

rifa' alla tradizione anglosassone, e in particolare a quella

statunitense, dove gli standard formativi sono stati abbandonati

20 anni fa e coloro che li hanno introdotti li stanno adesso

criticando. Noi siamo esterofili solo per copiare cose gia'

dismesse altrove". A tutto questo "proponiamo qualcosa di piu'

serio- fa sapere D'Errico- riteniamo che la struttura utilizzata

dall'Ocse, e dai test Pisa, possa avere un senso attivando una

forma di monitoraggio che impegni tutta la comunita' educante.

Una comunita' che deve essere autonoma dal mondo dell'impresa e

dalla Ragion di Stato, per non interferire con la liberta' di

insegnamento che e' unica garanzia per la liberta' di

apprendimento".

Insomma al Mamiani oggi si sogna una "scuola bene comune e non

business, il cui obiettivo e' educare i ragazzi e non produrre

numeri", sottolinea Anna Angelucci, esponente dell'associazione

nazionale 'Per la scuola della Repubblica'. Il sistema di

valutazione "proposto in Italia e' invece basato su test

standardizzati a risposta multipla che non soddisfano le esigenze

di una valutazione intesa come processo complesso, in cui siano

analizzati non solo elementi di competenza e conoscenza di base

ma anche di conoscenza e competenza complessa". Inoltre, e' un

sistema che "appiattisce la valutazione dei docenti sugli esiti

dei test di apprendimento degli studenti- denuncia la docente del

Liceo scientifico Pasteur- imponendo una forma di controllo

sull'attivita' che si svolge a scuola".(SEGUE)

(Rac/ Dire)

18:19 26-11-13



NNNN



SCUOLA. INVALSI, CONVEGNO UNICOBAS AL MAMIANI PER APRIRE CONFRONTO -3-





(DIRE) Roma, 26 nov. - I test Invalsi "sono infatti uno strumento

di controllo- spiega la professoressa- poiche' hanno una funzione

retroattiva sul nostro insegnamento che ci costringe a un lavoro

di addestramento con il 'teaching to test', al quale si sono

adeguate anche le case editrici che propongono testi in adozione

basati sul modello dell'Invalsi".

Ma quali sono le alternative a questo sistema di valutazione?

Dal convegno due idee a confronto: Giorgio Israel, professore di

Storia della Matematica presso La Sapienza di Roma, ha proposto

un sistema di valutazione qualitativo basato sulle "ispezioni

reciproche degli istituti"; dall'altro lato Andrea Ichino,

professore di economia dell'European University Institute di

Fiesole, che ha invece parlato di "decentramento e autogestione

della scuola quale unica soluzione ai fallimenti dello Stato".

A quest'ultima proposta ha corrisposto la riflessione espressa

da Francesco Sabatini, presidente onorario dell'accademia della

Crusca, secondo il quale "in Italia l'autonomia gestionale

funziona poco poiche' il privato non e' affidabile, in

particolare in alcuni ambienti del Paese". A concludere il

confronto un monito del docente emerito dell'Universita' degli

Studi Roma Tre: "Attenti ai numeri. Sono importanti ma sarebbe un

errore fermarsi al dato, bisogna invece vedere cosa si cela

dietro".

(Rac/ Dire)

18:19 26-11-13

ANCI DI AGENZIA:

SCUOLA. INVALSI, CONVEGNO UNICOBAS AL MAMIANI PER APRIRE CONFRONTO: 'Siamo studenti non numeri. No Invalsi'. È la scritta degli alunni del Mamiani, appesa fuori all'ingresso

STUDENTI E DOCENTI DICONO NO. DA UNIVERSITÀ PROPOSTE ALTERNATIVE



LANCI DELL'AGENZIA DIRE SUL CONVEGNO 'NO-INVALSICOMIO' DEL 26 NOVEMBRE 2013

(DIRE) Roma, 26 nov. - 'Siamo studenti non numeri. No Invalsi'. È

la scritta degli alunni del Mamiani, appesa fuori all'ingresso

del liceo di Via delle Milizie che ha ospitato oggi il convegno

nazionale 'Educare alla critica: quale valutazione?', promosso

dal sindacato Unicobas.

"Abbiamo ospitato questo convegno perche' riteniamo positivo

il dialogo e il confronto. La scuola e' il luogo della pluralita'

e oggi ci sono genitori, studenti, docenti, esponenti del Miur ed

esperti", afferma Tiziana Sallusti, dirigente scolastico del

Mamiani. Un convegno che "nasce quindi dalla consapevolezza che

c'e' bisogno di tavoli di confronto- prosegue- e che la scuola e'

il luogo che da' cittadinanza a tutte le idee differenti".

La valutazione e' la parola chiave, "elemento centrale

dell'ambito didattico- aggiunge Stefano D'Errico, segretario

nazionale Unicobas Scuola- che non puo' essere assolutamente

risolta con dei quiz didascalici. Siamo sempre stati contrari a

questo meccanismo di pseudo valutazione introdotto con i famosi

test Invalsi e vogliamo avviare un dibattito costruttivo, serio e

aperto tra chi li ha inventati e chi li ha sempre contrastati".

Test "pedissequamente uguali dalla Sicilia al Trentino Alto

Adige, che non tengono conto delle differenze geografiche, degli

ordini e gradi diversi della scuola e dei diversamente abili, ma

che si interessano di questioni che hanno a che fare con scelte

religiose e politiche delle famiglie sono inaccettabili- denuncia

il sindacalista- perche' nulla hanno a che fare con un criterio

serio di valutazione".(SEGUE)

(Rac/ Dire)

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SCUOLA. INVALSI, CONVEGNO UNICOBAS AL MAMIANI PER APRIRE CONFRONTO -2-





(DIRE) Roma, 26 nov. - Il sistema Invalsi "sta penalizzando la

scuola italiana perche' non fa parte della tradizione europea. Si

rifa' alla tradizione anglosassone, e in particolare a quella

statunitense, dove gli standard formativi sono stati abbandonati

20 anni fa e coloro che li hanno introdotti li stanno adesso

criticando. Noi siamo esterofili solo per copiare cose gia'

dismesse altrove". A tutto questo "proponiamo qualcosa di piu'

serio- fa sapere D'Errico- riteniamo che la struttura utilizzata

dall'Ocse, e dai test Pisa, possa avere un senso attivando una

forma di monitoraggio che impegni tutta la comunita' educante.

Una comunita' che deve essere autonoma dal mondo dell'impresa e

dalla Ragion di Stato, per non interferire con la liberta' di

insegnamento che e' unica garanzia per la liberta' di

apprendimento".

Insomma al Mamiani oggi si sogna una "scuola bene comune e non

business, il cui obiettivo e' educare i ragazzi e non produrre

numeri", sottolinea Anna Angelucci, esponente dell'associazione

nazionale 'Per la scuola della Repubblica'. Il sistema di

valutazione "proposto in Italia e' invece basato su test

standardizzati a risposta multipla che non soddisfano le esigenze

di una valutazione intesa come processo complesso, in cui siano

analizzati non solo elementi di competenza e conoscenza di base

ma anche di conoscenza e competenza complessa". Inoltre, e' un

sistema che "appiattisce la valutazione dei docenti sugli esiti

dei test di apprendimento degli studenti- denuncia la docente del

Liceo scientifico Pasteur- imponendo una forma di controllo

sull'attivita' che si svolge a scuola".(SEGUE)

(Rac/ Dire)

18:19 26-11-13



NNNN



SCUOLA. INVALSI, CONVEGNO UNICOBAS AL MAMIANI PER APRIRE CONFRONTO -3-





(DIRE) Roma, 26 nov. - I test Invalsi "sono infatti uno strumento

di controllo- spiega la professoressa- poiche' hanno una funzione

retroattiva sul nostro insegnamento che ci costringe a un lavoro

di addestramento con il 'teaching to test', al quale si sono

adeguate anche le case editrici che propongono testi in adozione

basati sul modello dell'Invalsi".

Ma quali sono le alternative a questo sistema di valutazione?

Dal convegno due idee a confronto: Giorgio Israel, professore di

Storia della Matematica presso La Sapienza di Roma, ha proposto

un sistema di valutazione qualitativo basato sulle "ispezioni

reciproche degli istituti"; dall'altro lato Andrea Ichino,

professore di economia dell'European University Institute di

Fiesole, che ha invece parlato di "decentramento e autogestione

della scuola quale unica soluzione ai fallimenti dello Stato".

A quest'ultima proposta ha corrisposto la riflessione espressa

da Francesco Sabatini, presidente onorario dell'accademia della

Crusca, secondo il quale "in Italia l'autonomia gestionale

funziona poco poiche' il privato non e' affidabile, in

particolare in alcuni ambienti del Paese". A concludere il

confronto un monito del docente emerito dell'Universita' degli

Studi Roma Tre: "Attenti ai numeri. Sono importanti ma sarebbe un

errore fermarsi al dato, bisogna invece vedere cosa si cela

dietro".

(Rac/ Dire)

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