NO REGIONALIZZAZIONE !!! LETTERA D'AMORE/ODIO ALL'ONOREVOLE "5 STELLE" MEDIO

letteraMIURCari onorevoli senatori, senatrici, deputate e deputati del Movimento 5 Stelle,
è giunto il momento di scrivervi ciò che noi insegnanti pensiamo di voi. O meglio, ciò che pensiamo dopo che avete appaltato la Scuola alla Lega. Ciò che pensiamo dopo che avete fatto sottosegretario all'Istruzione un preside renziano della prima ora, convinto sostenitore del Liceo breve, dello smartphone in classe, della didattica per "competenze", entusiasta della Legge 107/2015 ("Buona Scuola"): cioè di quell'aborto legislativo in un unico articolo, che giuravate di voler abolire quando volevate ricevere i voti dei docenti.


Ciò che pensiamo dopo la vostra decisione non solo di non abrogare la legge 107, ma di non disinnescarla nemmeno con emendamenti ad hoc (dei quali vi dicevate convinti) proposti da Unicobas Scuola & Università. Ci riferiamo all'eliminazione dal Ddl Granato dello stop che avreste dovuto imporre ai dirigenti impedendo loro di consegnare discrezionalmente — e contro la loro volontà! — al limbo delle supplenze dell'organico potenziato i docenti assunti ante L. 107/15 (quando il potenziato non esisteva). Ci riferiamo all'eliminazione dell'emendamento che avrebbe impedito l'uso indistinto di ATA e docenti nelle reti di scuole, in istituti estranei alla loro titolarità. Ci riferiamo alla chiusura rispetto ad un emendamento che avrebbe imposto, per i neo-assunti destinati dalla L. 107/15 proprio all'organico potenziato, l'utilizzazione professionale su progetti per l'arricchimento dell'offerta formativa per almeno l'80% dell'orario, anziché condannarli al 'tappabuchismo' spicciolo che li rende precari 'di ruolo' e che impedisce ai veri precari di maturare più servizio e più punteggio nella scuola pubblica.
Ciò che pensiamo dopo la vostra decisione di accontentare la Lega persino nella regionalizzazione della Scuola italiana (colpo di grazia per la Scuola medesima, nonché per l'uguaglianza dei diritti in questo sciagurato Paese).
Sentiamo finalmente il bisogno impellente di scrivervi questa lettera aperta dopo l'ultimo regalo che i vostri amici della Lega ci stanno dedicando: ovvero gli undici "gruppi di lavoro" che (secondo il sito MIUR) «si occuperanno di alcune tematiche fondamentali per la scuola». E sottolineiamo la parola "fondamentali": riservata a "tematiche" quali "soft skill ed educazione civica"; "quadriennali e scuole innovative"; "équipe territoriali"; "percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento"; "valutazione del sistema scolastico".

"Scuola del Popolo"?
Col PD al Governo ci toccò sorbirci il castigo divino chiamato antifrasticamente "Buona Scuola". Voi come chiamerete il nuovo disastro che state lasciando cucinare dalla Lega? "Ottima Scuola"? "Scuola del Popolo"? "Scuola delle Libertà dell'Impresa"? "Alternanza Scuola-Aria Fritta"? "Scuola Libera del Nord"? "Scuola Semisviluppata del Sud?"
Eppure, la minestra che Bussetti vuole rifilarci ancora una volta ha tutta l'aria di essere sempre la stessa che sorbiamo da trent'anni: pochi spicci di "aumento", infiniti adempimenti burocratici in più, concetti didattici fumosi in didattichese anglobalizzato che tentano (invano) di celare il cronoprogramma neoliberista di smantellamento della Scuola pubblica nazionale in nome dei dogmi degli "esperti" fiduciari del dio Mercato, dell'Associazione Treelle, della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, del Fondo Monetario Internazionale, della Trilateral Commission e del Gruppo Bilderberg.
Ma forse voi, desiderosi di mantenere in piedi questo Governo comunque, non vi siete nemmeno accorti di quanto la Lega sta facendo alla Scuola. Definire "tematica fondamentale" quella delle "soft skill" e delle competenze trasversali, legandole all'educazione civica e all'orientamento, significa sposare integralmente la weltanschauung neoliberista fatta dilagare da Renzi nella Scuola con la Legge 107.
Inglesorum a parte, del resto, il concetto di "competenza" è celebre come l'araba Fenice: che ci sia ciascun lo dice, cosa sia nessun lo sa. Chi sostiene la "didattica per competenze" predica (male) di voler collegare le conoscenze con la loro utilizzazione "pratica" già nel momento in cui il discente apprende — quindi nella vita professionale e sociale — per non renderle isole di teoria scisse dal livello sperimentale. Tuttavia sul concetto di "competenza" i fiumi d'inchiostro versati superano in portata il Rio delle Amazzoni, ma gli "esperti" non si sono mai accordati su nessuna definizione universalmente valida delle competenze stesse. Come giustamente rilevava Il professor Giorgio Israel, «l'esigenza di non scindere la teoria della pratica non è una scoperta della pedagogia moderna ma semplicemente la caratteristica di qualsiasi buon insegnamento, da Socrate in poi. Soltanto chi non conosce la storia della cultura scientifica e del suo insegnamento può credere che qualcuno possa mai aver seriamente pensato che si possa apprendere la matematica senza fare esercizi e applicazioni o che la fisica possa ridursi all'apprendimento astratto di leggi teoriche». La parola "competenze", dunque, altro non è se non aria fritta. I docenti seri (quelli che non cercano solo di compiacere i Dirigenti, e che nella Scuola lavorano efficacemente da decenni) lo sanno.
Aria fritta voluta però dai sostenitori della scuola-azienda. Infatti, secondo costoro, grazie alle "competenze" sarebbe possibile "misurare" il "valore aggiunto" conseguito dalla scuola, perché le "competenze", diversamente dalle conoscenze, sarebbero "misurabili". In realtà la 'svolta' sulle competenze piace solo al Parlamento Europeo, perché esegue alla lettera le sue "raccomandazioni" circa le "competenze chiave" per l'"apprendimento permanente".

Seguire Gelli e non saperlo
Ergo, il valore legale del titolo di studio non servirebbe più: bastano le "competenze". Per la Lega, tanti piccioni con una sola fava: compiacere Confindustria, che dall'abolizione del valore legale del titolo di studio otterrebbe la possibilità di pagare professionisti e lavoratori a piacer suo, e non in base ai titoli di studio posseduti; attuare anche nella Scuola il pensiero unico neoliberista; far saltare definitivamente tutte le graduatorie ed i diritti acquisiti dagli insegnanti in decenni di lavoro; farsi amici i Dirigenti Scolastici più retrivi e l'ANP, che al pensiero già gongolano.
Di abolizione del valore legale del titolo di studio non parlano solo (ed espressamente) Salvini e Pittoni, ma lo fate anche voi. Il M5S (che ha sempre avuto il tema nella propria agenda) ora 'nicchia' anche su questo. Ma in realtà chi persegue questo obiettivo è, nei fatti, sulla stessa linea di Licio Gelli e della Loggia massonica P2, di Mario Monti, della Lega stessa, che il titolo di studio lo avrebbero abolito prima di subito, se avessero potuto. Vostra è la proposta di legge presentata da Maria Pallini per vietare «di inserire il requisito del voto di laurea nei bandi dei concorsi pubblici». Forse i due partiti di Governo hanno finalmente trovato un motivo per amarsi dopo il matrimonio d'interesse?
Altra tematica per voi "fondamentale": il liceo quadriennale e le "scuole innovative". Avete già dimenticato le manifestazioni e i Convegni fatti insieme a Unicobas Scuola & Università e al giudice Ferdinando Imposimato per informare e protestare contro lo scandalo del "Liceo breve"? o fingete di non ricordarvelo, semplicemente per entrare nel salotto buono del Potere? E forse per lo stesso motivo avete nominato Sottosegretario all'Istruzione Salvatore Giuliano, che del Liceo breve è da sempre sostenitore? O perché è un fan della tecnologizzazione spinta (senza "se" e senza "ma") della Scuola, a voi e a Beppe Grillo tanto cara (quasi che affidare una classe ad un pessimo docente col tablet fosse meglio che affidarla ad un docente ottimo con lavagna e gessetti)? Certo, non dobbiamo dimenticarci che dal web il vostro Movimento nasce; non certo dal mondo della cultura. E siete impazienti di dimostrarlo.

Coi potenti di sempre
Infine, legando tacitamente, ancora una volta, la "valutazione del sistema scolastico" ai signori dell'Invalsi, vi ponete chiaramente nel solco di chi vi ha preceduti. Tanto basta per definire la vostra politica scolastica una volta per tutte, e per comprendere che nulla possiamo sperare da voi circa un rinnovamento nella direzione auspicata dalla maggioranza (purtroppo silenziosissima, anzi totalmente afona, perché da tre anni sottoposta allo strapotere discrezionale dei dirigenti) della classe docente.
Come definire il vostro comportamento in questi primi sette mesi del "Governo del cambiamento"? Non vorremmo accodarci ai tanti terribili giudizi su di voi che circolano in rete, e che potete comodamente leggere sui social. Molti di essi nascono da pre-giudizi e sono dovuti alla confusione tra giudizi di fatto e giudizi di valore: non dichiarandovi voi comunisti né "di sinistra", molti vi hanno automaticamente tacciato di fascismo, o quanto meno di infingardaggine. Noi non abbiamo pregiudizi, e ve lo abbiamo dimostrato: molti di noi hanno creduto in voi, sostenendovi e collaborando al vostro progetto. Ora però la disillusione che proviamo ci spinge a chiederci perplessi a cosa sia dovuto il vostro cambiamento: semplice attitudine al tradimento politico? Politico arrivismo? Politico opportunismo? Avete forse scelto semplicemente di subordinarvi e far crescere l'alleato per poi consegnargli in mano il Paese, invece di scardinare gli antichi equilibri di potere?
Non crediamo che alcuno vi abbia comprati. Spesso, infatti per comprare un incompetente non c'è bisogno di pagarlo: basta dargli importanza. E poi, dovevamo aspettarcelo: voi non avete una visione del mondo; non avete un'idea di futuro, se non quella legata alla potenza salvifica e taumaturgica dei computer e del web. Non siete fascisti, per fortuna. Ma non siete nemmeno socialisti, né tantomeno libertari. Vi vantate di non essere né carne né pesce. Buon pro vi faccia. Certo, state perdendo la vostra unica occasione di diventare qualcosa, e di non rischiare la scomparsa per assimilazione nel sistema.

Spes ultima dea
Noi speriamo ancora (ma è una speranza ormai fievole) che scegliate, in un estremo sussulto di dignità, di non tradire le vostre promesse e voi stessi, e di dimostrarci che meritate ancora la fiducia degli insegnanti e di sindacati di base come il nostro. Speriamo ancora che vogliate eliminare le leggi illiberali che consegnano la rappresentanza sindacale nelle mani dei "sindacatoni" di Stato. Speriamo ancora che vogliate restituire agli insegnanti la dignità economica, culturale e sociale che i padri costituenti hanno loro riconosciuto settant'anni fa. Speriamo ancora che vogliate ascoltarci. Altrimenti, ne siamo certi, non sarà solo peggio per noi e per il Paese intero (che si ritroverà con la Scuola pubblica distrutta), ma anche per voi. Perché, in tal caso perderete il voto di quel milione di docenti ed affini che ha creduto in un cambiamento. E a pochi dispiacerà dirvi addio.

Roma, 11 Gennaio 2019
Alvaro Belardinelli
(RSU del Liceo "Mamiani" di Roma; membro dell'Esecutivo Nazionale Unicobas Scuola & Università)
— con Danilo Toninelli M5S, Giulia Grillo, Tutti con Beppe Grillo e altri 47

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