ASPETTATIVA A CARICO DEL SINDACATO. UNICOBAS: 3 - MINISTERO 1.

safe imageSIAMO ALLA TERZA VITTORIA IN TRIBUNALE !!!

Il Ministero dell'Istruzione era già "recidivo", perché già battuto due volte in tribunale, ma sosteneva ugualmente quanto già eccepito nel primo giudizio che lo aveva visto soccombente, ovvero che l'istituto dell'aspettativa sindacale non retribuita spettasse, come per quelle a carico dello Stato (e dei contribuenti) solo alle OoSs firmatarie di contratto (sic!) e "maggiormente rappresentative" (tali in grazia del vergognoso calcolo basato sulle elezioni Rsu che consentono ai lavoratori di votare solo le liste presenti nella singola scuola, elezioni frammentate e senza lista nazionale e senza che i sindacati di base possano tenere assemblee in orario di servizio per trovare candidati), sulla base di un contratto nazionale quadro sui permessi sindacali nel quale, in pieno conflitto d'interessi, Cgil, Cisl, Uil, Snals-Confsal, Gilda-Fgu e Miur pattuivano di riservare ai propri apparati di casta non solo le aspettative retribuite (2000 nel pubblico impiego), ma persino quelle che non danno luogo a nessuna retribuzione.


Citando la Cassazione, il Giudice ha ribadito invece che quanto previsto dalla L. 300/70 (Statuto dei Lavoratori) non può essere aggirato con un accordo fra Stato, Ministero ed alcune organizzazioni sindacali (a danno di altre). La L. 300/70 è molto chiara: l'aspettativa non retribuita spetta ai membri degli organi statutari dirigenti di qualsiasi organizzazione sindacale. Ma richiamiamo questa seconda sentenza: "Trattasi infatti di un diritto riconosciuto a tutela della libertà sindacale del lavoratore ed alla libera applicazione delle relative attività, costituzionalmente garantito (cfr. artt. 39 e 51 Costituzione), che non è suscettibile di limitazioni o discriminazioni".
Una lezione anche per tutti quei "costituzionalisti di Sua Maestà" (ben radicati anche dentro una certa "sinistra" ormai ridotta alla frutta), sinora assolutamente muti a fronte di tali vergogne anche perché legati a doppio filo a quelle stesse Confederazioni (Cgil in primis) che, con il gioco delle parti, negli ultimi 30 anni hanno garantito come contropartita l'imposizione sui lavoratori dell'austerità voluta dalla "Troika", il massacro degli stipendi, delle pensioni e del welfare.
Una buona premessa per la battaglia finale, giunta alla fine in questi giorni, quando s'è discusso in Tribunale sull'aspettativa non retribuita del successivo anno scolastico, dopo una ben diversa sentenza che, pilatescamente, non è entrata nel merito perché secondo non ci sarebbe stato "periculum in mora", dal momento che all'inizio dell'anno scolastico 2017/2018, in attesa che la giustizia si pronunciasse, sono stato costretto (annullato il primo) a mettermi di nuovo in anno "sabbatico", senza stipendio e senza contributi. Non c'erano più "scuse": l'anno sabbatico non è ripetibile. Ed infatti il 3 Marzo 2020 siamo arrivati al 3 a 1, punteggio tennistico... Il Giudice Mario De Ioris ha riconosciuto il diritto all'aspettativa non retribuita, ribadendo e richiamando il valore della sentenza precedente, e condannato il Miur a altri 5.500 euro di spese, ben evidenziando la differenza fra l'aspettativa di cui all'art 31, comma 2, L. 300/70 e le diverse tipologie oggetto del combinato disposto degli artt. 43 e 50 del d. lgs n.° 165/01 (già artt. 47 bis e 54 del d. lgs n.° 29/93). Né – dice il Giudice – possono ritenersi superati i principi anzidetti con il richiamo alle modifiche apportate al d. lgs 165/01 dal d. lgs 150/09, semmai finalizzate ad impedire la derogabilità da parte dell'autonomia collettiva (contratti ed altro) o individuale, ma non già ad escludere che i principi disposti dalla L. 300/70 abbiano carattere imperativo. (Stefano d'Errico - Segretario Nazionale Unicobas)

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