IL PIANO SCUOLA DI RENZI? FUMO NEGLI OCCHI

Dove fanno il deserto dicono che è la "buona scuola": ma la Scuola sciopera il 17 settembre di Alvaro Belardinelli


Trombe, grancasse e lacchè scatenati: la macchina della disinformazione renziana, lanciata a tutta birra, vuole convincerci che il simpatico boy-scout gradito a Berlusconi ha in tasca Verità e soluzioni sulla Scuola.
E così Lorsignori straparlano di "carriera dei docenti" e di "premiare l'impegno": che, tradotto in italiano, significa assunzione diretta di Docenti e ausiliari da parte di Dirigenti onnipotenti e fuori controllo.

Come nella scuola privata. Promettono assunzioni per tutti i precari, ma non vogliono nemmeno restituire i quaranta milioni risparmiati con gli "errori" da loro stessi riconosciuti nella riforma Monti-Fornero (quella che costringe a lavorare i quattromila "quota 96" , che già dovrebbero godersi la meritata pensione). Figuriamoci se tireranno fuori i soldi per le assunzioni.
Eppure "Renzie" non è nuovo a facezie. A differenza di molti giornalisti ossequiosi e "smemorati", noi ricordiamo bene la sua sparata sui tre miliardi e mezzo per restaurare le scuole (solo un quinto delle quali sono a norma): tre miliardi e mezzo che poi sono diventati centocinquanta milioni (quelli già stanziati da Letta), e per appalti scorrettamente scaricati sulle scuole (invece che sui comuni), e che apriranno (forse) nell'estate 2015.
I nostri governanti si riempiono la bocca con la sparizione (fisica?) dei precari, paragonati addirittura (dalla Ministra Giannini al Meeting di CL!) a batteri patogeni. Ma nascondono l'imbroglio: sostituzioni e supplenze scaricate sui Docenti stabili, e per di più senza retribuzione o per pochi spiccioli. E tutto questo Lorsignori lo ribadiscono senza arrossire, presentandolo anzi come una grande conquista. Potenza di una grancassa mediatica che farebbe invidia a Goebbels, e che sprofonda l'Italia in fondo alla classifica della libertà d'informazione.
Intanto Lorsignori tramano per togliere un anno alle Superiori (così da ramazzare altri soldi pubblici tagliando sessantamila cattedre), e per aumentare l'orario dei Docenti senza una lira in più, continuando ad infamarli col mito del loro "poco lavoro" e delle loro "troppe ferie"; e promettendo il cosiddetto "aumento" a chi facesse più ore (come se gli straordinari non esistessero già).
Il piano inconfessabile è in realtà il seguente, condiviso da Destra e "sinistra": trasformare la Scuola Statale a immagine e somiglianza dei diplomifici privati (spesso confessionali); sebbene una dettagliata denuncia del Sindacato Unicobas Scuola (già nelle mani della Ministra, che fa finta di niente) abbia dimostrato che i suddetti diplomifici non verificano frequenza né profitto degli studenti e non pagano i Docenti (rifornendoli però dei punti indispensabili per sorpassare i precari pubblici nelle graduatorie di merito).
Parlando di "risorse private" da destinare alle scuole, Renzi si mette in riga con i sostenitori del disegno di legge Aprea (e Ghizzoni) di Forza Italia (e PD): quello che vorrebbe piazzare Consigli di Amministrazione a capo di scuole-aziende gestite direttamente da privati. Quando declama le lodi dell'"alternanza scuola-lavoro", intende cedere agli industriali gli studenti dei Professionali e dei Tecnici come forza lavoro non pagata, affinché imparino ad eseguire compiti minimali senza porsi troppe domande. Quando millanta il "criterio del merito per l'avanzamento e per la definizione degli scatti stipendiali" dissimula l'intento di eliminare gli automatismi d'anzianità, che in tutto il mondo civile esistono soprattutto per i Docenti (nella neoliberistica Svizzera sono addirittura annuali, e solo per gli insegnanti), perché in tutto il mondo civile si riconosce che ad insegnare si impara principalmente insegnando.

Contro questo ennesimo disastro (pomposamente smerciato per "piano scuola") Unicobas Scuola ha già indetto uno sciopero nazionale della Scuola per il 17 settembre, primo giorno in cui tutti gli scolari d'Italia saranno dietro ai banchi. Inutile sperare in un sostegno da parte di altri sindacati. Inutile cercare traccia di questo sciopero sui giornali e nei TG di regime. Il 26 agosto una troupe del TG1 ha intervistato una Docente iscritta a questo combattivo sindacato di base, ma poi l'intervista non è andata in onda. Largo spazio, invece, viene sempre concesso a Susanna Camusso, segretaria generale di CGIL (sindacato di riferimento del PD), che il giorno dopo le incantevoli rivelazioni di Renzi ha testualmente dichiarato: "Molte delle indicazioni (di CGIL) hanno concorso e, come si può vedere dalle linee guida dell'esecutivo, concorrono alla costruzione di un sistema formativo all'altezza delle sfide che ci attendono. Per questo la CGIL vuole continuare a dare il proprio contributo costruttivo". Renzie può dormire sonni tranquilli. I sacerdoti del sindacalismo di Stato sono con lui.
Roma, 4 settembre 2014
Alvaro Belardinelli

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