Ciao Donato

 

DONATO

Questa mattina se n'è andato Donato, originario della Puglia, membro dell'Esecutivo Nazionale Unicobas ed esponente di primo piano del sindacato nelle Marche, compagno di decenni di lotte per una società libertaria, capace di grande impegno, coraggio ed entusiasmo, ma anche di grande lucidità. Sempre attivissimo, nonostante una brutta malattia, l'avevo sentito solo due giorni fa e nulla faceva presagire un rischio così imminente, una tragedia del genere. Era della mia generazione. Davvero non posso trattenere le lacrime.

 


Attivo nel periodo d'oro del Movimento di Cooperazione Educativa, assertore della pedagogia libertaria, è stato fra gli artefici di alcune fra le più intelligenti iniziative di successo prodotte (con migliaia di presenze) in Italia dal mondo libertario, come i tanti meeting nazionali estivi di Fano (e non solo) per la laicità della scuola, per la libertà dell'insegnamento, contro l'invadenza delle corrotte e retrive gerarchie catto-integraliste che si autorappresentavano in particolare dal palcoscenico delle kermesses di 'Comunione e Liberazione', che si svolgevano in contemporanea ogni anno a Rimini.
Militante del movimento libertario sin da giovanissimo, membro di primo piano della Federazione dei Comunisti Anarchici, attentissimo alla dimensione internazionale delle lotte sociali per l'emancipazione ed alla dimensione organizzativa e solidale dell'anarchismo positivo e dell'anarco-sindacalismo, sulla quale informava puntualmente con eccellenti traduzioni, attivissimo negli anni '70, è stato, nel mondo comunista-anarchico, l'esponente che più s'è speso, col nascere dei movimenti di base, per l'abbandono definitivo della presenza nei sindacati concertativi di stato e di partito in favore del sindacalismo libertario e dell'Unicobas.
Donato è sempre stato per il protagonismo politico dell’anarchismo come elemento organizzato, propulsore e di progetto, capace di mettere in campo una sua politica ed un suo programma all'altezza di quell'etica della responsabilità che dovrebbe contraddistinguerlo, non certo invece per la chiusura aprioristica ad ogni programma o quale mero fenomeno folkloristico negazionista ed impolitico, capace solo di apparire come unicamente distruttivo.
Donato è sempre stato contro ogni sindacalismo strumentale, cinghia di trasmissione dei partiti per controllare i lavoratori o volto ad acquisire in proprio 'un posto a tavola', costi quel che costi sul piano etico. Il suo è sempre stato un anarcosindacalismo di progetto, base costruttiva dell'impostazione etica che privilegia la democrazia diretta e di base, gli interessi dei lavoratori, alla casta sindacale, schiava, come ben sappiamo, del pensiero unico. E noi con lui, dobbiamo essere all'altezza dell'esperienza entusiasmante e, come vediamo oggi, senza pari, di un'organizzazione libertaria.


Stefano d'Errico (Segretario generale della CIB Unicobas)

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