Comunicato stampa dell'UNIcobas Scuola sulla tragedia di Lampedusa

unilogoCERCAVANO UNA VITA DEGNA DI TALE NOME: HANNO TROVATO LA MORTE!

Quel mar Mediterraneo che dovrebbe essere, nella speranza dei migranti, il “ponte” verso un futuro migliore, lontano dalle guerre, dalle violenze e dalle privazioni che stanno distruggendo i loro paesi d’origine, sempre più spesso si va trasformando in un enorme cimitero d’acqua.

E questa volta il bilancio del dramma avvenuto al largo di Lampedusa è ancora più spaventoso, superando di gran lunga, nei numeri, le precedenti tragedie: secondo i 150 superstiti, mancano ancora 250 persone all’appello, per ora sono poco più di un centinaio i corpi recuperati tra i quali anche quattro bambini e una donna incinta.

 

A fronte di ciò, i politici e gli stati non sanno far altro che scambiarsi accuse reciproche, avviare il solito gioco delle ipocrite dichiarazioni di facciata, quando, invece, sarebbe ora di ripensare radicalmente le politiche di immigrazione dei nostri Paesi.

Alla luce degli ultimi eventi geopolitici, che non coinvolgono più solo i paesi del Mediterraneo più vicini, ma si estendono a tutti i paesi sconvolti da conflitti militari cronici irrisolti è necessario rifiutare la politica della chiusura delle frontiere e non basta auspicare (come propongono alcuni, solo per tacitare le loro coscienze) la creazione di improbabilicorridoi umanitari per i migranti. L’unica soluzione è il pieno diritto all'ingresso di tutte le vittime delle guerre economiche e militari imposte dall' Occidente ai paesi del Sud del mondo; l’unica soluzione è la politica dell’accoglienza e della solidarietà tra gli uomini ed i popoli; l’unica soluzione è la “libera circolazione”, non delle merci (quella ce l’abbiamo fin troppa con gli effetti disastrosi che ben conosciamo), ma quella delle idee e delle culture, che possono solo affratellare e mai dividere; l’unica soluzione è mettere fine a leggi vergognose come la “Turco-Napolitano” e la “Bossi-Fini” che sono alla base delle morti in mare di oggi, ieri e, se non si agisce in fretta, con ogni probabilità domani.

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