Sciopero NO Invalsi, il 6 maggio!

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Diffondi per far riuscire lo sciopero del 6 maggio!

Contro il Protocollo di rientro sottoscritto dal Ministero dell’Istruzione con Cgil, Cisl, Uil, Snals; contro l’approvazione delle Leggi n.° 27 del 24.4.2020 e n.° 41 del 6.6.2020, approvate inaudita altera parte senza tener conto dei vincoli contrattuali vigenti né del mansionario, nonché dello stato giuridico di Docenti ed Ata, ma neppure delle regole statuite sul telelavoro, sul rispetto della privacy di docenti e studenti, o su quanto attiene al funzionamento degli Organi Collegiali (Dprr 416 e 417/74);

 

per la corresponsione di un’indennità di rischio pari ad euro 250 netti a tutto il personale della scuola ed onde richiedere maggiori investimenti per il contratto nazionale scaduto; nonché per una vera, qualificata e rapida campagna di assunzioni per il distanziamento fra alunni ed alunni e docenti e per la riduzione del numero di alunni per classe a massimo 10 unità, onde coprire tutti i vuoti in organico del personale Docente (240mila docenti) ed Ata (40mila unità di collaboratore scolastico e 10mila fra personale di segreteria e collaboratori tecnici), anche con riferimento a ciò che attiene agli ex Lsu-Lpu; per 500 milioni di investimento (come fatto dalla Germania) per la sanificazione continua dell’aria negli edifici scolastici; per un piano di investimenti pari a 13 miliardi per il risanamento dell’edilizia scolastica, nella misura dell’80% non a norma rispetto al DLgs 81/90 e per il 50% priva persino dell’agibilità; contro le prove Invalsi; contro il vincolo quinquennale di permanenza dopo l’assunzione nella prima sede scolastica; per significative modifiche relativamente al bando dei concorsi per l’assunzione del personale Docente; per lo stanziamento da parte del Governo di 100 milioni per il risarcimento e l’adeguamento di pensioni e stipendi per gli Ata ex Enti Locali che, come hanno riconosciuto ben 10 sentenze della Suprema Corte Europea, sono stati defraudati dell’anzianità pregressa; per uno stato giuridico ed un mansionario degno del personale educativo; per contrastare l’approvazione della legge sulla regionalizzazione (o “autonomia regionale differenziata”); contro qualsiasi irragionevole ed improponibile estensione del calendario scolastico.