20.5.2022 Roma Manifestazione Sciopero generale: Intervento S.d'Errico Segretario nazionale Unicobas

LA TRASCRIZIONE DELL'INTERVENTO DI STEFANO D'ERRICO: Una premessa: visto che ieri è arrivata l'adesione di Moreno Pasquinelli a nome del rosso-bruno Fronte del Dissenso, ben noto anche al tempo dei no-vax, alla quale noi tutti abbiamo preferito non rispondere, chiariamo che questi non sono né uno sciopero, né una serie di manifestazioni, 26 oggi in Italia, cresciuti con lo scheletro di Stalin nell'armadio, tantomeno per collegare "baffone" col suprematismo e lo zarismo. Perché se è vero che la storia si ripete spesso sotto forma di farsa, questa farsa non ci interessa. Non siamo qui per farci male da soli. L'Unicobas, in particolare, è un sindacato libertario, non siamo mai stati fan dell'Unione Sovietica, tantomeno lo siamo di Putin, residuo di un capitalismo di stato approdato alle privatizzazioni ed al neo-liberismo, dove chi gestiva ad esempio il gas è diventato padrone della Gasprom. Putin è un autocrate e la sub-cultura della guerra, nonché l'invasione dell'Ucraina in sé sono inaccettabili. Ma tutto ciò non vuol dire mettere la sinistra a servizio della Nato, corresponsabile di colpi di stato e guerre d'aggressione guidate dagli Usa in tutto il mondo.

Oggi stanno violando tutti i patti. Spartizione del mondo in blocchi. Yalta, cosa vergognosa, era pur sempre un trattato.1948 trattato Russia-Finlandia che statuisce la neutralità finlandese.1989 Regan assicura a Gorbaciov che nessun paese dell’ex patto di Varsavia sarebbe entrato nella Nato.2014: Massacro di civili nelle regioni del Donbass e di Lugansk, ma persino ad Odessa (50 arsi vivi in una casa del popolo; e chi si gettava dalle finestre veniva finito con la baionetta dai neo-nazi ucraini che poi sono stati incorporati nell'esercito regolare con tanto di simboli del Terzo Reich sulle divise). Poi è stato firmato il protocollo di Minsk: prevedeva l'autonomia del Donbass e di Lugansk, il ritiro di tutte le armi pesanti, ma non è mai stato rispettato dall’Ucraina, il cui governo ha eliminato persino la lingua russa dalle scuole. Intanto vengono messi fuori legge in Ucraina il partito comunista e quello delle autonomie.La guerra è sempre così, si scarica su chi non l’ha decisa e fa arricchire chi la scatena: un prodotto dei nazionalismi contro i popoli del mondo. Per questo il movimento dei lavoratori, quando non è stato corrotto e deviato, è sempre stato internazionalista ed ostile a tutte le guerre.Sono stati 8 anni di guerra, con 15.000 morti, molti fra vecchi, donne e bambini. In Ucraina è il momento della presa del potere di fantocci degli Usa, quindi di Zelensky, teleguidata dagli Usa. Otto anni di manovre congiunte Nato-Uccraina. Anche quella è stata una guerra esattamente come questa. Con gli stessi “effetti collaterali”: così li chiamavano in Iraq gli Usa al tempo delle “bombe intelligenti”, paese invaso senza la minima prova dell'esistenza di armi di distruzione di massa. Le provocazioni contro la Russia ce le ha ricordate il Papa, parlando di un lungo, insistente, protervo abbaiare della Nato ai confini. Ma vorrebbero censurare anche lui, perché non intende intestarsi una guerra di religione come il Patriarca Kirill, né la russofobia oggi imperante. Il 24 febbraio 2022, con l'invasione dell’Ucraina vengono posti fuori legge da Zelensky altri 11 partiti. Costui sarebbe il baluardo della democrazia? Se Putin è un oligarca, Zelensky è peggio: un faccendiere apprendista stregone, già con le sue ville a Forte dei Marmi ed in California. Teleguidato da Biden che lo usa per fare una guerra per interposto paese, col sangue degli ucraini, onde indebolire la Russia e minare l’economia europea. Due piccioni con una fava. Biden gli ha assicurato che vincerà questa guerra, che invece riuscirà solo a prolungare, con i suoi 50 e più milioni di dollari grazie ai quali terrà per il collo l’Ucraina e le sue risorse per i prossimi 40 anni. Tutto ciò è semplicemente tragico quanto ridicolo, a maggior ragione di fronte al rischio, più volte richiamato e paventato, di una guerra nucleare. Per questo motivo il 65% degli italiani è oggi contrario alla politica cobelligerante del governo Draghi, e per la precisione il 55% è contrario all'invio di armi, perché non si può lavorare per la pace se non si ha una posizione terza ed autonoma. Il governo Draghi ha distrutto in 15 giorni 70 anni di politica di amicizia con la Russia. Bella questa seconda repubblica! Né Moro, che avrebbe parlato di "momento della responsabilità", e neppure Craxi o Andreotti sarebbero mai stati così servi degli americani. E per cosa poi? Draghi s'è molto montato la testa: da ragioniere dei padroni vuole diventare vice-capo del mondo e capo della Nato, ma senza conoscere nulla di geopolitica. Del resto il suo esempio e padrone, Biden, è solo un nano politico nelle mani dei padroni della guerra, uno che governa con neppure il 40% del consenso, che ha abbandonato tonnellate di armi sofisticate nelle mani dei talebani e tradito ogni speranza delle donne e del popolo afgano. Draghi ci fornisce sciocchezze sul livello dei condizionatori, ma prega che Putin non gli chiuda il gas, perché sa bene che in Italia ci vorrebbero 10 anni per avere fonti alternative mentre i banchieri di Amsterdam speculano sul prezzo del gas e Biden glielo farà pagare il triplo dei russi. Ma chi paga veramente sono gli italiani, le famiglie, i lavoratori, quel 40% di giovani che è disoccupato o precario a vita. Quelli che, se prima non arrivavano a fine mese, ora fanno fatica ad arrivare alla prima settimana. Gli impianti della ceramica hanno chiuso, la crisi ed il caro-vita galoppano anche sugli alimenti di prima necessità, e nel mondo milioni di esseri umani sono a rischio di morte per fame. Dove sono gli ambientalisti? Perché, se non l'hanno capito, la seconda emergenza (per la quale qualcuno vorrebbe addirittura creare un nuovo commissario straordinario come per la pandemia restringendo ulteriormente i diritti) è la scusa afferrata al volo dai padroni delle energie fossili, non rinnovabili ed inquinanti, come il nucleare, il cui maggior propagandista oggi è Macron. Dov'è la democrazia della Nato? La esercita forse il dittatore Erdogan? Se lo ha chiamato così Draghi lo possiamo certo fare anche noi. Dittatore e criminale, ma interno alla Nato, che ha preso la guerra "al balzo" per ricominciare a bombardare il popolo curdo che oggi è in piazza con noi per ricordare a tutti che di guerra non ce n'è una sola. Hanno fermato Daesh? Bene, questo è il ringraziamento dell'Occidente. Lo stesso vale per la questione palestinese. Le guerre sporche sono almeno 36 e siamo chiamati a dare accoglienza a tutti quelli che scappano e chiedono asilo, non solo agli ucraini. Ma in queste ore l'Italia ha lasciato in mare più volte per almeno 10 giorni i migranti raccolti dalle Ong.Dove sono i verdi? Governano in Germania insieme ai socialdemocratici ed hanno deciso di sperperare 100 miliardi in armi in 5 anni per riarmarsi: un colpo mortale al più alto welfare della Ue. Via salario di cittadinanza, assoluta regressione delle spese sanitarie e sociali. Lo stesso vuole oggi Draghi, per scuola e sanità solo (e forse) qualche briciola: dobbiamo passare da 15 a 40 miliardi l'anno di spese militari e se l'80% dell'edilizia scolastica non è a norma, via anche quegli 800 milioni stanziati, contro i 13 miliardi che secondo la protezione civile erano necessari già 10 anni fa.Oggi è il sindacalismo di base a rappresentare il Paese, perché al contrario dei sindacati di partito, pronta-firma o gialli che dir si voglia, non ha interessi da garantirsi, non gode di distacchi pagati dallo stato, non è interno al teatrino della politica. È un'enorme responsabilità che insieme sapremo onorare. Io credo che abbiamo anche l'obbligo di costruire in Italia, questa estate, un grande forum del sindacalismo alternativo europeo contro la guerra, invitando tutti i sindacati di base del continente, per esempio, dalla Cgt spagnola a Solidaires francese, affinché lo sciopero che, se non cambierà, dovremo proclamare per ottobre, dopo una grande assemblea nazionale a settembre, non sia solo italiano, ma almeno anche spagnolo, francese, perché s'estenda anche alla Grecia e al Portogallo. Viva l'unità del sindacalismo di base e conflittuale!Viva il sindacalismo libertario!Viva l'internazionalismo e l'autogestione delle lotte e della politica!

Stefano d'Errico(Segretario Nazionale dell'Unicobas)

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