La scuola è il luogo della riflessione critica, non un apparato ideologico.
Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 rappresentano un grave arretramento culturale e pedagogico.
Sono state portate avanti in assenza di un reale dibattito pubblico e accompagnate da una consultazione di facciata, che non ha consentito una vera critica del documento.
Le respingiamo perché:
- hanno un impianto nazionalista, identitario, eurocentrico;
- riportano la scuola verso una pedagogia verticale, paternalista e autoritaria;
- indeboliscono il pensiero critico e spingono verso l’accettazione passiva di precisi contenuti ideologici;
- esprimono sfiducia verso docenti e studenti, ridotti a esecutori obbedienti;
- trasformano la storia in racconto edificante, invece che in ricerca, analisi, confronto con le fonti;
- propongono una visione chiusa e regressiva della cultura, della società e dell’educazione;
- mortificano l’idea di scuola come luogo di pluralismo, cooperazione, libertà e confronto.
Noi vogliamo una scuola che formi persone libere, non coscienze allineate.
Noi vogliamo una scuola che insegni a capire il mondo, non a subirlo.